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19 Settembre 2023
Scuola: Infanzia

Si gioca!

L’importanza del gioco in età infantile

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Quante volte abbiamo sentito dire: sta solo giocando!
Questa affermazione ci fa pensare che il gioco sia una perdita di tempo, un’attività di poca importanza. Ma noi docenti della scuola dell’infanzia sappiamo bene che non è così.

Cosa intendiamo esattamente con il termine GIOCO?

Il gioco ha un ruolo fondamentale nello sviluppo perché permette al bambino di sperimentare prima e di consolidare poi ciò che ha appreso sia dal punto di vista cognitivo che socio-affettivo.

Giocare implica un’azione, un’attività liberamente scelta dal bambino o bambina che può svolgere da solo e/o in gruppo senza avere specifici scopi.

Possiamo dunque comprendere quanto importante sia che i bambini giochino da soli o in compagnia di altri bambini.

Partiamo proprio dalla domanda più semplice: PERCHÈ È IMPORTANTE GIOCARE?

Se chiediamo a un bambino: cosa ti piace fare di più durante il giorno? Con molta probabilità ci risponderà giocare! E già questa è una motivazione che ci riconduce al benessere del bambino. Giocare fa star bene. Giocare è una scelta quotidiana di bambini e bambine. Ma per avere una risposta ancora più precisa possiamo andare indietro nel tempo e scoprire che il gioco è da sempre una, anzi direi, la forma di apprendimento più naturale, spontanea ed efficace.

Con cosa giocavano i bambini una volta?
I bambini dell'antichità utilizzavano giochi, passatempi e giocattoli simili a quelli di oggi, sia nella forma che nella sostanza. Avevano a disposizione numerose opportunità di gioco, i primi veri e propri giocattoli riproducevano armi ed aratri. Grazie soprattutto ai giochi, i bambini imparavano a conoscere ruoli e comportamenti.

Possiamo dunque affermare che il gioco permette al bambino di conoscere l’ambiente che lo circonda e di interagire con esso, e come per qualsiasi altra attività che il bambino compie, noi educatori dobbiamo porre la nostra attenzione, non su un presunto risultato, ma sull’intero processo che viene messo in atto dal bambino stesso che lo porta poi ad apprendere.

Oggi possiamo definire il gioco come un’esperienza ludica che permette al bambino di manifestare la propria attività personale, spontanea e intenzionale indispensabile alla sua crescita. Il gioco spontaneo, è utile per rinforzare la propria autonomia, per la promozione e lo sviluppo dell’intenzionalità.
Si gioca per osservare, per entrare in relazione, per rilassarsi, per imparare, per divertirsi per riempire di significato il mondo che sta attorno al bambino.

Compresa l’importanza del gioco chiediamoci:

Dove si gioca?
È importante considerare che c’è uno spazio per ogni gioco. Non possiamo infatti far giocare un bambino in uno spazio non adatto che richiede il continuo intervento dell’adulto che deve fornire regole, affinché il bambino non si faccia male, o non danneggi il materiale.  E’ bene preparare gli spazi a priori.
Gli spazi vanno preparati!
Pensiamoli, progettiamoli e organizziamoli con cura.

Il materiale che il bambino trova all’interno dello spazio gioco è fondamentale per determinare l’esperienza che farà.
Ricordiamoci che il bambino ha necessità di vivere e dunque giocare anche e soprattutto all’aperto. Oltre ai benefici fisici ha infatti la possibilità di aumentare le occasioni di scoperta, di meraviglia e di movimento.

Possiamo concludere ribadendo che il gioco è fondamentale per lo sviluppo di ogni bambino e bambina, lo stesso contribuisce al benessere fisico, cognitivo, emotivo e sociale.

Il GIOCO è un diritto inviolabile ed inscindibile di ogni bambino e perché no, di ogni adulto!

Patrizia Granata
Coordinatrice del progetto didattico-educativo "Una girandola di esperienze".

 

Vuoi conoscere meglio il progetto?  Clicca l'immagine!

Patrizia Granata

Pedagogista e Pedagogista Clinico, Coordinatrice Scolastica, consulente e formatrice, ideatrice di progetti didattici. Autrice di articoli e testi didattici per l’infanzia e libri adozionali per la scuola Primaria. Svolge attività di ricerca-azione presso il Centro Infanzia “Giovanni XXIII”.

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