La didattica orientativa attraverso la biografia d’artista
Uno sguardo sul Novecento femminile

La didattica orientativa, che ha acquisito nuova centralità con le linee guida del Decreto ministeriale n. 328 del 22 dicembre 2022, può essere in breve descritta come un approccio didattico che si pone l’obiettivo di guidare gli studenti verso una crescita personale che li renda maggiormente autonomi nelle proprie scelte e più consapevoli dei propri mezzi e dei propri desideri, per sognare e progettare il proprio futuro. Va precisato che, grazie alla straordinaria complessità che caratterizza l’insegnamento, la didattica ha di per sé una imprescindibile valenza orientativa, anche quando non si pone come obiettivo primario lo sviluppo di competenze specifiche per l’orientamento. Tanto più le finalità che i docenti fissano per i propri interventi didattici a carattere orientativo potranno assumere un valore formativo trasversale, un bagaglio che le studentesse e gli studenti di oggi porteranno con sé nel corso della loro vita.
In questo percorso può risultare particolarmente efficace lo studio delle biografie delle artiste e degli artisti, per indagare il cammino da loro svolto, le scelte di vita, le battute di arresto e i successi che hanno contribuito alla costruzione della loro personalità. Un’indagine di questo tipo può costituire uno spunto per guardarsi dentro, interiorizzare quella esperienza per assecondarla o discostarsene, per entrare in contatto con l’altro da sé e con la realtà circostante.
In particolare, le biografie delle artiste del Novecento offrono un ulteriore elemento di riflessione poiché accendono una luce sul contesto storico e culturale del tempo e sulle convenzioni sociali, dal momento che le loro vite sono state caratterizzate dalla necessità di affermare la propria ricerca in un mondo ancora declinato al maschile. Le loro vite diventano quindi naturalmente un terreno su cui valutare la necessità di autoaffermazione in base alle proprie peculiarità e all’ambiente di riferimento.
Fra loro Frida Kahlo, ad esempio, che esprime un’interiorità segnata dal dolore attraverso un linguaggio visivo in cui il proprio corpo diventa l’espressione di una scelta di vita che si oppone alle aspettative sociali. Sonia Terk Delaunay, artista poliedrica, pittrice astratta e cubista, espande i suoi interessi nel campo del design, volgendo la propria creatività alle arti applicate, in particolare agli arazzi e ai tessuti, saldando la pratica femminile dell’intreccio e del ricamo alla grande arte del Novecento.
Attività interessante potrebbe essere quella di comparare le biografie e le opere delle artiste con quelle dei loro compagni di vita, a loro volta artisti. Accanto al maggiore spazio riservato ai dettagli della relazione sentimentale nelle biografie femminili, rispetto allo stretto elenco di eventi citati in quelle maschili, non si potrà non notare la minore fama, in alcuni casi quasi un oblio, cui sono andate incontro le donne. Ne sono alcuni esempi la pittrice futurista Benedetta Cappa, moglie di Filippo Tommaso Marinetti, la tedesca Gabriele Münter, compagna di Vasilij Kandinskij, Natalia Goncharova, sposata con l’artista russo Michail Larionov, Lee Krasner, il cui talento è stato a lungo nell’ombra della fama del marito Jackson Pollock, ed anche due artiste come Leonora Carrington, compagna di Max Ernst prima del matrimonio con Peggy Guggenheim, e Dorothea Tanning, che divenne sua seconda moglie. In loro si potrà riscontrare la scelta di una ricerca autonoma nata da un’esigenza profonda di libertà.
Infine, figure come Niki de Saint Phalle e Tracy Emin, per quanto artisticamente distanti, sono accomunate nel trasmettere con le loro opere un messaggio lontano da ogni stereotipo, fondato su un incrollabile desiderio di autenticità che fa del corpo femminile il centro di una narrazione originale e sorprendente, ma anche scomoda e dolorosa, derivante proprio dall’elaborazione del proprio vissuto.
I nomi da considerare per una didattica orientativa sono molti, quelle citate rappresentano solo alcuni esempi per riscoprire artiste che pur avendo vissuto da protagoniste, non hanno trovato una collocazione corrispondente al loro ruolo nel racconto della storia dell’arte.
Mediante questi percorsi la scuola si fa più vicina agli studenti, aiutandoli a realizzare un’immagine di sé, a riconoscere ciò che li contraddistingue, a riflettere sulle proprie potenzialità; lo studio della biografia d’artista, in questo modo, si trasforma in occasione di crescita consapevole e stimolo verso scelte libere da ogni forma di condizionamento e centrate sul proprio modo di essere e di sentire.
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Samanta Monco
View all postsDocente di Arte e territorio presso un istituto d’istruzione superiore di secondo grado, storica dell’arte ed esperta in didattica e in didattica museale. Ha collaborato per molti anni con la Sezione didattica del Polo museale fiorentino e con il Museo dei ragazzi di Palazzo Vecchio di Firenze.





