Fine anno scolatico: tempo di cura

E un altro anno scolastico è terminato
Sole, caldo, giornate che si allungano. Nell’aria si sente un profumo di vacanza, di libertà, di attesa. E dentro ciascuno di noi – bambini, bambine, ragazzi, ragazze, insegnanti, educatori, famiglie – si muove un piccolo universo di emozioni: gioia, tristezza, meraviglia, rabbia, sollievo, nostalgia.
La fine dell’anno scolastico è sempre un tempo sospeso. Un tempo che non assomiglia a nessun altro.
C’è chi conclude semplicemente un altro tratto del cammino, chi chiude un ciclo e sente il cuore battere più forte. C’è chi deve recuperare materie, chi porta con sé un’estate piena di compiti, chi non vede l’ora di staccare, chi invece vorrebbe che tutto continuasse ancora un po’. C’è chi saluta amici che non rivedrà, chi si lascia alle spalle compagni o insegnanti con cui non è stato facile, chi si prepara a un nuovo inizio, chi mette lo zaino in un angolo e lo guarda come un oggetto lontano, quasi estraneo.
Libri che restano sulla scrivania. Libri che finiscono in uno scatolone. Libri che profumano di strada fatta.
E allora viene spontaneo chiedersi: cosa accomuna davvero tutti e tutte? Bambini e bambine, alunni e alunne, educatrici, educatori, docenti, famiglie?
Forse una sola cosa: i pensieri. Le riflessioni che arrivano quando finalmente ci si ferma.
Un invito gentile alla riflessione
Questo articolo vuole essere proprio questo: un piccolo spazio, semplice e sincero, per accompagnare ciascuno – qualunque sia il suo ruolo nella scuola – a fermarsi un momento e guardarsi dentro.
E qualcuno potrebbe dire: “Riflettere? Adesso? Ho lanciato lo zaino in un angolo, ho chiuso l’agenda e la riapro il 1° settembre. Ora voglio solo ferie, amici, musica, leggerezza. Su cosa dovrei riflettere?”
Eppure, proprio ora, quando il ritmo rallenta, possiamo concederci una domanda che spesso evitiamo: “Come mi sono sentito, davvero, in questo anno scolastico?“
Quanta fatica ho portato sulle spalle? Quanta responsabilità ho sentito? Quanta energia ho speso? E, allo stesso tempo, quanta gioia, quante soddisfazioni, quante piccole o grandi riconoscenze ho ricevuto?
E ancora: Se potessi tornare indietro, cosa cambierei? Cosa terrei con me, come un dono prezioso?
Sono domande importanti. Domande che ci ricordano una verità semplice ma essenziale: il benessere di chi ci sta attorno nasce dal nostro benessere. Dal nostro stare. Dal nostro sentire.
La scuola oggi: un luogo complesso, abitato da persone vere
La scuola – per tutti: studenti, insegnanti, dirigenti, genitori – è diventata un luogo sempre più complesso. Chiede tanto, a volte troppo. Chiede presenza, competenza, pazienza, creatività, resilienza.
Ci sono mille cose da fare, tanta burocrazia, tante regole. E le relazioni, che dovrebbero essere il cuore pulsante della scuola, diventano spesso il terreno più difficile: perché siamo tutti affaticati, tutti convinti di avere la risposta giusta, tutti un po’ fragili.
Costruire alleanze educative, oggi, è come scalare una montagna di cui non sempre si vede la cima. Eppure continuiamo a provarci. Perché sappiamo che ne vale la pena.
L’estate come tempo di cura
E allora forse il tempo estivo può diventare questo: un tempo di cura.
Un tempo per pensare a noi, per ascoltarci, per riconoscere le nostre forze e le nostre fatiche. Per ricaricarci con le nostre vittorie e per imparare a guardare con gentilezza le nostre sconfitte. Per capire come vogliamo crescere ancora: fisicamente, emotivamente, socialmente, professionalmente.
Perché crescere non è un privilegio dei bambini. È un compito di tutti.
E ogni estate ci offre la possibilità di ricominciare un po’ più grandi, un po’ più consapevoli, un po’ più capaci di stare bene con noi stessi e con gli altri.
Il mio augurio.
Che ciascuno trovi, in questo tempo sospeso,
la forza di custodire ciò che è stato bello
e il coraggio di lasciare andare ciò che ha fatto male.
E che il nuovo anno, quando arriverà,
vi trovi più sereni, più consapevoli, più pronti.
Non perfetti, ma presenti.
Non invincibili, ma autentici.
Perché la scuola – quella vera –
si costruisce così:
con persone che provano, cadono, si rialzano,
si guardano negli occhi e ripartono insieme.
Buona estate di cuore.
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Patrizia Granata
View all postsCoordinatrice Scientifica Raffaello Scuola, Pedagogista e Pedagogista Clinico, Coordinatrice Scolastica, consulente e formatrice, ideatrice di progetti didattici. Autrice di articoli e testi didattici per l’infanzia e libri adozionali per la scuola Primaria. Svolge attività di ricerca-azione presso il Centro Infanzia “Giovanni XXIII”.





