Rendere vivo un libro di testo

Secondo me un libro di religione non va semplicemente letto: va reso vivo.
Deve diventare esperienza, ricerca, domande, confronto. Deve aprire finestre sulla realtà.
È ciò che cerco di fare anche con il mio testo “La Bellezza nel mondo”: non solo offrendo numerosi suggerimenti operativi, ma soprattutto aiutando ragazze e ragazzi a collegare i contenuti alla vita concreta, perché è lì che una lezione diventa davvero significativa.
Un esempio?
Abbiamo affrontato il tema del lavoro come bene necessario (pagg. 72-73 del volume 3 di La bellezza nel mondo) ma anche come realtà che non sempre garantisce dignità e diritti, soprattutto alle persone più fragili.

A guidarci è stata una domanda forte, ispirata a una frase del filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz, che nel libro apre il capitolo:
“Perché tanta gente dovrebbe essere ridotta a tanta povertà per il bene di così pochi?
La società avrà dunque per scopo puntuale quello di liberare il lavoratore dalla sua miseria.”
Il percorso si è sviluppato in più lezioni.
- Nella prima lezione abbiamo lavorato con la tecnica dei Sei Cappelli per Pensare, che permette a ragazze e ragazzi di osservare un tema da punti di vista diversi: emotivo, critico, creativo, positivo, razionale…
- Nella seconda lezione ho fornito materiali su cosa dicono le religioni sul tema del lavoro: non solo come fatica o necessità, ma come dignità della persona, giustizia, responsabilità e cura del bene comune. Divisi in gruppi ragazze e ragazzi hanno studiato e poi restituito le conoscenze alla classe.
- Nella terza e quarta lezione: siamo entrati nella realtà concreta, attraverso documentari (come News Room di Monica Maggioni – “Compra, indossa e butta”), alcuni estratti selezionati e pagine Instagram che raccontano esempi sostenibili, ragazze e ragazzi hanno ricostruito il percorso che compie un indumento prima di arrivare nel nostro guardaroba… e hanno visto da vicino il legame tra consumo, globalizzazione, sfruttamento e disuguaglianze.
Ma non ci siamo fermati alle criticità. Abbiamo cercato anche strade possibili, alternative reali e scelte più consapevoli. Con le parole chiave “abbigliamento sostenibile” il social propone tante realtà virtuose.
- Quinta e sesta lezione: lo storytelling finale. Lo stanno costruendo loro, in autonomia, attraverso una presentazione PowerPoint: una narrazione a tappe che raccoglie riflessioni, materiali, domande e scoperte.
E qui è accaduta una cosa bellissima: i paragrafi del testo, sono diventati fonte di ispirazione per le pagine del loro PPT.
I titoli delle slide, infatti, riprendono proprio i temi del libro:
🔹 Lavoro e diritti umani
🔹 Economia e globalizzazione
🔹 Divario tra ricchi e poveri
🔹 Lavoro minorile
🔹 Le alternative solidali
Come compito concreto, da riportare al termine del loro racconto, ho chiesto di cercare un esempio di azienda sostenibile nel proprio territorio, in qualsiasi settore.
Nelle Marche, ad esempio, il testo riporta il caso di Frolla (pagg. 84-85 del volume 3 di La bellezza nel mondo), una cooperativa sociale, un’esperienza che mostra come la sostenibilità non sia soltanto rispetto per l’ambiente, ma anche integrazione, dignità e valorizzazione della persona, perché il lavoratore non è un numero: è un essere umano.

Questo è, per me, il senso più bello di un libro di testo: partire dalle pagine… per arrivare alla vita.
Provare per credere e portare come argomento d’esame di terza media!
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Maria Angela Mazzantini
View all posts35 anni di insegnamento della Religione presso la Scuola Secondaria.





