Verso una scuola che accoglie, ispira e trasforma
Riflessioni preliminari in attesa degli Atti della Tavola Rotonda

Le porte delle scuole stanno per riaprirsi e le aule stanno per tornare a riempirsi di voci, sguardi e possibilità, sentiamo forte il bisogno di ritrovare il senso profondo del nostro essere educatori, educatrici e docenti. Non si tratta solo di iniziare un nuovo anno scolastico, di riprendere il ritmo delle lezioni, ma di riaccendere quella scintilla pedagogica che dà significato al nostro agire quotidiano.
Con questo stesso spirito, la rubrica Scuola a 360° di Raffaello Scuola ha promosso lo scorso 11 giugno 2025 una Tavola Rotonda dal titolo “Verso le Nuove Indicazioni Nazionali”, un momento di confronto tra professionisti ed esperti del settore, nato dall’urgenza di leggere con attenzione il nuovo documento ministeriale, giunto in un momento di stanchezza e di chiusura di un anno scolastico ricco di novità e impegni.
La tavola rotonda è stata un’occasione preziosa per riflettere insieme su come la scuola possa essere luogo di cura, di relazione e di crescita autentica. Un’occasione per ascoltare professionisti diversi che hanno dato un’immagine completa di quello che è il contesto scuola, partendo dai più piccoli, dalla Scuola dell’Infanzia per arrivare alla Scuola Secondaria di primo grado, affrontando temi quali l’inclusione, i disturbi di apprendimento, la narrazione, la religione.
Nuove Indicazioni: un’occasione di riflessione condivisa
Le Nuove Indicazioni sono un documento che ci interpella e ci fa riflettere, con la tavola rotonda abbiamo voluto mettere al centro alcuni fondamenti del documento ministeriale e ripensare il processo di apprendimento in chiave inclusiva e personalizzata. Non solo contenuti da trasmettere, ma esperienze da vivere, relazioni da costruire, identità da riconoscere e atteggiamenti da attuare.
In un mondo che cambia rapidamente, il docente è chiamato a essere molto più di un trasmettitore di conoscenze, “…può essere volano del desiderio di apprendere di un allievo” (Indicazioni Nazionali). È guida, riferimento, tessitore di relazioni. È colui che “vede” e si lascia vedere, che accompagna con consapevolezza e cura. L‘aula diventa allora il luogo in cui l’intenzionalità professionale e umana del “magister” fa sistema con le scelte educative delle altre figure importanti della vita dei bambini e delle bambine e tesse la propria azione sulla trama di saperi e discipline rivisti sotto una nuova luce. La scuola si caratterizza così come comunità educante ed esperta, in sinergia con le famiglie e il territorio.
I relatori hanno sottolineato quanto sia fondamentale tornare a una didattica che metta al centro la persona, valorizzando:
- l’identità di ogni alunno come storia unica e irripetibile;
- la relazione educativa come spazio di ascolto e reciprocità;
- l’alleanza scuola-famiglia-territorio come tessuto vivo della comunità educante;
- il ruolo dell’insegnante come guida consapevole, capace di “vedere” e farsi vedere.
- la competenza e la consapevolezza epistemologica e disciplinare dell’insegnante, per adattare i saperi ad ogni specificità cognitiva di alunni e alunne.
Quali sono stati i concetti trattati?
I temi che ci invitano a ripensare il nostro ruolo non come semplici trasmettitori di sapere, ma come costruttori di contesti significativi, capaci di accogliere, stimolare e accompagnare, quali la libertà che si trasforma in responsabilità, il pensiero che si fa azione e l’identità che si radica nell’appartenenza.
Le Indicazioni Nazionali non sono un punto di partenza, ma un’evoluzione. Nascono da una lunga tradizione pedagogica italiana che ha sempre cercato di coniugare sapere e persona, conoscenza e relazione. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di tornare a quei fondamenti, per affrontare con lucidità e passione le sfide educative contemporanee.
Ogni volta che un docente entra in aula, potrebbe chiedersi: “Cosa vedranno oggi i miei studenti in me?” Un’insegnante, certo. Ma anche una presenza che li accompagna, li ascolta, li sfida a pensare. Una persona che cammina al loro fianco per la condivisione delle conoscenze e delle abilità, per costruire insieme alla classe nuove competenze. È in questa tensione tra sapere e relazione che si gioca la profonda e costante ricerca di senso del nostro mestiere.
Perché un’introduzione agli Atti della Tavola Rotonda?
Questo breve contributo vuole essere un primo passo, un invito gentile a entrare nel clima di riflessione che ha animato la Tavola Rotonda e che ci accompagnerà durante l’intero anno scolastico. A breve pubblicheremo gli Atti completi dell’incontro, con gli interventi e i materiali che i relatori hanno presentato ma non solo, continueremo ad accompagnarvi anche con proposte operative perché ciascuno possa sentire la forza del gruppo. Nel frattempo, auguriamo a tutte le educatrici e gli educatori, a tutte le docenti e i docenti un inizio d’anno scolastico ricco di entusiasmo, consapevolezza e fiducia. La scuola ha sempre più bisogno di grandi professionisti che si formano e si confrontano. Noi del Gruppo Editoriale Raffaello vi siamo accanto per supportarvi e condividere le difficoltà e le opportunità per poter essere educatrici, educatori e docenti preparati e coinvolti.
-
Patrizia Granata
View all postsCoordinatrice Scientifica Raffaello Scuola, Pedagogista e Pedagogista Clinico, Coordinatrice Scolastica, consulente e formatrice, ideatrice di progetti didattici. Autrice di articoli e testi didattici per l’infanzia e libri adozionali per la scuola Primaria. Svolge attività di ricerca-azione presso il Centro Infanzia “Giovanni XXIII”.





